Formazione
Orientamento 




| Orientamento |
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L’Ass. I.A.RI.FO. vanta tra i suoi collaboratori professionisti personale L’ISFOL consegna nelle mani dei centri per la formazione professionale uno strumento inedito per l’orientamento lavorativo.
sarà più facile. Bi.dicomp., abbreviazione di "bilancio di competenze", è un percorso progettato, messo a punto e sperimentato dall’Area Politiche per l’Orientamento dell’ISFOL per integrare l’offerta dei servizi per l’impiego con una pratica orientativa inedita. Lo strumento è stato condiviso ed approvato da diversi opinion leader del settore sulla rilevanza del bilancio di competenze in un sistema integrato di orientamento. Bi.dicomp risponde ad un interesse crescente, maturato tra gli addetti ai lavori, gli studiosi ed i decisori pubblici, per azioni di consulenza orientativa che offrano risposte efficaci e mature ai fabbisogni professionali e personali di fasce di utenti sempre più ampie e con caratteristiche diverse rispetto a quelle del recente passato. In particolare, i destinatari del percorso sono soggetti adulti con pregressa esperienza professionale e lavorativa alle spalle, preferibilmente non immediatamente inseriti nel mondo del lavoro o prossimi a uscirne, come pure persone con una motivazione al cambiamento, o meglio al posizionamento o riposizionamento socio-professionale esplicito e dichiarato. Dunque una Perdita del lavoro, mobilità, reintegro. La funzione di Bi.dicomp
La funzione di Bi.dicomp. appare connotata da una triplice valenza: individuale, sociale e di sistema. Individuale in quanto sollecita nell’utente modifiche comportamentali nella direzione di una maggiore adattività e funzionalità per fronteggiare situazioni nuove ed elaborare nuove strategie di azioni; sociale perché facilita l’integrazione tra domanda e offerta di orientamento; di sistema nella misura in cui contribuisce alla definizione di standard di qualità che possono essere condivisi dai diversi contesti di riferimento e adottati come base dei successivi processi formativi e di orientamento. Tuttavia Bi.dicomp. non è finalizzato esclusivamente al fronteggiamento di specifiche e delicate transizioni, quali perdita del lavoro, mobilità, reingresso, ma anche alla realizzazione di un intervento
che faciliti la conoscenza di se stessi e delle proprie risorse e competenze. "Il bilancio – sottolinea Anna Grimaldi, dirigente dell’Area Politiche per l’Orientamento dell’Isfol - deve essere considerato un diritto alla persona a cui può accedere ogni volta che voglia ripensare al proprio futuro, in qualsiasi momento della propria vita professionale e personale".
Il percorso, strutturalmente, si articola in quattro colloqui individuali e due laboratori di gruppo, per un totale complessivo di 16 ore. La sperimentazione ha avuto luogo in due tempi: la prima fase è stata realizzata nel corso del 2004 e nel primo semestre del 2005; la
seconda nel secondo semestre del 2005 fino a tutto il primo semestre 2006. Tra le strutture che hanno partecipato alla sperimentazione, numerosi i centri per l’impiego e i servizi di orientamento e formazione. Quasi il 70% dei percorsi analizzati è relativo a persone di sesso femminile e si concentra nella fascia d’età tra i 31 e i 35 anni, benché oltre il 17% dei soggetti sia di età compresa tra i 41 e i 45 anni e quasi il 9% abbia tra i 46 e i 55 anni. Relativamente al titolo di studio, quasi la metà del campione, pari al 43,48%,possiede un diploma di scuola media superiore, il 24,64% possiede una laurea, un altro 20,29% la licenza media e il restante 10,14% ha indicato altro. Più della metà dei soggetti, tutti di nazionalità italiana tranne uno, risulta disoccupato, il 27, 54% è occupato, il 10,14% rientra nella categoria "altro", mentre il 6% circa dichiara di essere inoccupato. Per quanto riguarda la distribuzione geografica, il campione rispecchia l’eterogeneità dei servizi che hanno partecipato alla sperimentazione nelle diverse realtà territoriali.
I risultati hanno confermato la rispondenza del progetto ad una domanda crescente espressa dalla popolazione adulta e hanno sottolineato la necessità di diffondere una pratica che contribuisca, da un lato, a consolidare una cultura comune – con l’auspicio che
essa porti in futuro ad una regolamentazione del bilancio di competenze, come avviene attualmente in Francia – e che, dall’altro, a livello operativo sia realmente di supporto ai professionisti del settore arricchendo la gamma dei servizi per l’utente. La sfida è arrivare ad un protocollo condiviso che riconosca l’importanza di tale azione orientativa e allo stesso tempo declinare l’intervento sulla base della specificità dei diversi contesti territoriali che questo strumento a marchio ISFOL vuole raggiungere. |